Zona arancione e zona rossa ecco chi rischia e quando: domani la decisione del Governo

Zona arancione Covid
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La maggior parte delle Regioni italiane rischia di entrare in zona arancione, con tutte le limitazioni conseguenti.

La riunione del Governo di domani deciderà sulle nuove limitazioni e anche sul proseguo dell’attuale Dpcm in scadenza il 5 Marzo. Aumenteranno anche i Comuni in zona rossa: Chiuse le scuole e i negozi — ad eccezione di alimentari, farmacie, edicole e tabaccai — e consentito ai cittadini di uscire solo per motivi di necessità e urgenza. Tutto ciò per evitare il lockdown nazionale, già intravisto da alcuni. Il premier Mario Draghi, i ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Mariastella Gelmini esamineranno la situazione, valutando come modificare i fattori di calcolo del RT. Rt che deve essere inferiore ad 1 per avere meno limitazioni possibili. L’obiettivo è prevenire la terza ondata del virus e arginare le varianti in diffusione. Probabilmente i Comuni limitrofi ai focolai verranno chiusi.

 

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Le regioni ad altissimo rischio per zona arancione

Zona arancione Covid Governo
Tuta protettiva Covid (pixabay)

Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte sicuramente saranno arancioni, mentre Basilicata, Liguria, Molise, Umbria e Provincia di Trento.L’Abruzzo potrebbe invece finire nuovamente in fascia rossa, mentre la Lombardia resta in bilico tra giallo e arancione. Val d’Aosta forse in zona bianca, la prima in Italia. Con il passaggio in questa fascia decadrebbero divieti e chiusure imposte dal DPCM. Provvedimenti locali sono già stati presi a macchia di leopardo. In Lombardia Bollate, Castrezzato, Mede e Viggiù sono in zona rossa locale.
I dati di ieri 17 febbraio riportano il tasso di positività al 17 febbraio in Italia è del 4,1%, con 12.074 nuovi casi e 369 vittime. In questi giorni è stata individuata una nuova variante finora sconosciuta in Italia, la B.1.525.

Il Comitato Tecnico  sta premendo affinché le restrizioni anti-covid diventino più severe. Nel frattempo continua ad essere monitorata costantemente la percentuale di letti occupati in terapia intensiva.

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