József Szájer espulso dal suo partito dopo il festino gay

Eurodeputato ungherese
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L’eurodeputato ungherese József Szájer, noto omofobo, è stato cacciato dal partito Fidesz dopo essere stato sorpreso a un party hard per omosessuali

József Szájer, l’eurodeputato del partito conservatore e populista Fidesz- Unione civica ungherese è stato arrestato mentre fuggiva da un festino privato per omosessuali a Bruxelles. Nel suo zaino sono state trovate alcune pasticche di ecstasy.
La notizia ha fatto scandalo, non solo perché al party hard erano presenti venticinque uomini, ma anche perché a quella festa si violavano tutte le norme anti-Covid.
Notizia di ieri sera è quella che Viktor Orbán, il leader del partito ungherese, lo abbia scaricato definitivamente costringendolo alle dimissioni. “Quello che ha fatto il nostro parlamentare József Szájer non ha posto tra i valori della nostra famiglia politica“, ha detto il premier ungherese. “Non dimenticheremo né ripudieremo i suoi 30 anni di lavoro, ma le sue azioni sono inaccettabili e indifendibili”.
Szájer è famoso per essere un difensore della “famiglia tradizionale” e infatti si era battuto più volte in questi anni affinché  il matrimonio fosse un istituzione riservata alle persone eterosessuali.
Per giustificarsi dell’accaduto ha detto che non sapeva nulla degli stupefacenti ritrovati nel suo zaino, si è poi scusato con sua moglie ma non ha aggiunto altro sull’orgia gay.

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Manzheley, l’organizzatore del party, non conosceva József Szájer

Orban leader del partito magiaro
Viktor Orban, (foto da Inside-Over)

L’organizzatore del party è il polacco ventinovenne David Manzheley, ricercato dalle autorità del suo paese per altri reati. Manzheley era famoso nella capitale belga per organizzare festini a luci rosse per gay, a cui partecipavano anche alti funzionari delle istituzioni europee. Questa volta pare ci sia stata una soffiata di qualcuno che voleva mettere fine al suo successo.
Il polacco ha dichiarato di non conoscere personalmente Jzsef Szájer né di averlo invitato alla festa  ma che si trovasse lì come ospite di un suo amico. E sulle norme anti-covid: “Invito solo persone che sono già guarite dal Covid e poi bisogna firmare un’autocertificazione“. E sul ritrovamento della droga si è giustificato così: “Da me la droga è vietata anche se a Bruxelles è facile procurarsela. Se poi uno si droga prima di entrare nel mio locale non posso farci niente”. 

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