Boy Scouts of America: è fallimento, centomila vittime di abusi

BSA Boy scouts of America
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Per decenni gli abusi sessuali all’interno della “Boy Scouts of America” vengono insabbiati, fino alla pubblicazione del fascicolo “perversion files”

È il più grande scandalo di abusi sessuali degli Stati Uniti, lo ha definito così Paul Moses, l’avvocato di molte delle centomila vittime coinvolte.
Sotto accusa è la “Boy Scouts of America” (BSA), la più grande organizzazione di boy scout degli Stati Uniti nata nel 1910 e poi diffusasi in tutto il mondo, sotto la cui direzione, negli ultimi decenni, sono avvenute numerose violenze sessuali. LA BSA oggi ha presentato istanza di fallimento per le numerose cause di abusi sessuali che è stata costretta a tenere con migliaia di vittime di abusi e con un numero di membri in crescente diminuzione. Le denunce sono iniziate dopo che alcuni stati americani hanno cambiato le loro leggi per consentire anche alle vittime di abusi commessi decenni prima di rivolgersi alle autorità.

“Perversion files”, nel 2012 vengono pubblicati documenti segreti della “Boy Scouts of America”

locandina
Poster bouy scout (foto da L’abuso)

Lo scandalo che vede coinvolta l’organizzazione americana è cominciato nel 2012, con la pubblicazione dei documenti conosciuti come “perversion files”, ventimila pagine conservate negli archivi della BSA, contenenti informazioni top-secret sui cosiddetti volontari non idonei, ovvero i capi scout che abusavano dei ragazzi.  I fascicoli contengono diverse testimonianze delle vittime e alcune lettere di genitori disperati. Nonostante le segnalazioni pare che la Boy Scouts of America non abbia mai fatto nulla di concreto anche solo per allontanare queste persone. In realtà, la pratica abituale era quella di nascondere i fatti per evitare lo scandalo. In pochissimi casi, invece, si arrivava in tribunale con accordi extragiudiziali tra  la BSA e le famiglie delle vittime per mettere tutto a tacere.

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Caso Oregon: per la prima volta la “Boy Scouts of America” è condannata a risarcire una delle vittime

Nel 2010, in un processo in Oregon, gli avvocati di Kerry Lewis riuscirono a far inserire i perversion files nell’elenco delle prove. La vittima aveva raccontato di aver subito abusi da parte del suo capo scout, Timur Dykes. Risultò anche che la BSA era a conoscenza di precedenti abusi commessi dallo stesso Dykes e per questo fu condannata a risarcire Lewis  con 18,5 milioni di dollari e fu inoltre costretta a consegnare al tribunale le ventimila pagine dei perversion files. La Corte Suprema dell’Oregon decretò che i documenti potevano essere resi pubblici. Dopo quel processo e la pubblicazione dei file, la BSA è stata denunciata centinaia di volte negli ultimi anni.

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«Siamo devastati dal numero di persone le cui vite sono state condizionate dai passati abusi nello scoutismo e siamo commossi dal coraggio di chi si è fatto avanti. Abbiamo il cuore spezzato e non possiamo rimediare al dolore inflitto», ha scritto in un comunicato la BSA . Oggi l’organizzazione si impegna a un maggiore controllo dei suoi volontari e ad accogliere anche ragazzi e ragazze gay e transgender.

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